La Provincia di Pistoia. Città prima etrusca, poi romana e medievale, Pistoia divenne tappa obbligata sulla via Francigena. Dal 1951 sottomessa a Firenze, fu occupata da Francesi e Austriaci in successione. È nota fin dal XIX secolo per le fiorenti attività bancarie e finanziarie. Curiosità: Un angolo dove trovare l’armonia dell’arte, la ricchezza della natura, l’orgoglio di aver dato i natali al più famoso burattino del mondo, Pinocchio.
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ENOGASTRONOMIA
ENOGASTRONOMIA
Tra i vicoli lastricati dei borghi Pistoiesi si dipana un’antica e ricca tradizione radicata nella genuinità di una volta. Perdersi qui significa riscoprire gesti e saperi basati sulla passione e l’amore per ciò che si crea. Dall’abile manualità che trasforma umile tela in ricamo prezioso e semplice carta nel più prestigioso dei fogli per scrivere, alla buona cucina. Sapori intensi, ingredienti naturali e perfezionismo che, nati dalle mani della gente più semplice, si sono raffinati nei secoli e permettono di assaporare oggi l’essenza dell’autenticità. La cucina pistoiese segue la linea della cucina toscana in genere: basata su pochi ingredienti genuini e cucinati ad arte. Tra i piatti tipici i “crostini di milza”, la “zuppa di pane alla pistoiese”, la “minestra di rigaglie” (detta la minestra del carcerato) e la Panzanella. In realtà, parlare di cucina pistoiese non sarebbe esatto, si devono considerare a parte i piatti caratteristici della montagna, a base di castagne, funghi e zuppe
ENOGASTRONOMIA
Tra i vicoli lastricati dei borghi Pistoiesi si dipana un’antica e ricca tradizione radicata nella genuinità di una volta. Perdersi qui significa riscoprire gesti e saperi basati sulla passione e l’amore per ciò che si crea. Dall’abile manualità che trasforma umile tela in ricamo prezioso e semplice carta nel più prestigioso dei fogli per scrivere, alla buona cucina. Sapori intensi, ingredienti naturali e perfezionismo che, nati dalle mani della gente più semplice, si sono raffinati nei secoli e permettono di assaporare oggi l’essenza dell’autenticità. La cucina pistoiese segue la linea della cucina toscana in genere: basata su pochi ingredienti genuini e cucinati ad arte. Tra i piatti tipici i “crostini di milza”, la “zuppa di pane alla pistoiese”, la “minestra di rigaglie” (detta la minestra del carcerato) e la Panzanella. In realtà, parlare di cucina pistoiese non sarebbe esatto, si devono considerare a parte i piatti caratteristici della montagna, a base di castagne, funghi e zuppe
RICETTE E VINI
RICETTE
PANZANELLA
Ingredienti: pane toscano raffermo, cipolla rossa, pomodori maturi, cetriolo, rucola, basilico, sale, pepe, olio d’oliva e aceto. Preparazione: Bagnare, strizzare e ridurre in briciole il pane. Metterlo in un’insalatiera e mescolarlo con la cipolla tagliata a fettine sottili, i pomodori maturi a pezzetti, il cetriolo, la rucola e il basilico. Condire con sale, pepe, olio e poco aceto. Lasciare insaporire in un luogo fresco prima di servire.
VINI
Chianti D.O.C.G. – Vin Santo del Chianti D.O.C. – Bianco della Valdinievole D.O.C. – Carmignano D.O.C.
RICETTE
PANZANELLA
Ingredienti: pane toscano raffermo, cipolla rossa, pomodori maturi, cetriolo, rucola, basilico, sale, pepe, olio d’oliva e aceto. Preparazione: Bagnare, strizzare e ridurre in briciole il pane. Metterlo in un’insalatiera e mescolarlo con la cipolla tagliata a fettine sottili, i pomodori maturi a pezzetti, il cetriolo, la rucola e il basilico. Condire con sale, pepe, olio e poco aceto. Lasciare insaporire in un luogo fresco prima di servire.
VINI
Chianti D.O.C.G. – Vin Santo del Chianti D.O.C. – Bianco della Valdinievole D.O.C. – Carmignano D.O.C.
ITINERARI
ITINERARI
SORANA
Sorana è un piccolo borgo di origine medievale e fa parte delle dieci Castella che costituiscono “La Svizzera Pesciatina”.
L’antico borgo, adagiato sulle pendici del Monte Petritulo, prende il nome dalla rocca, della quale rimangono oggi soltanto alcuni resti, una volta indicata come “sovrana” nelle relazioni dei commissari fiorentini. La pianta del castello è di forma circolare ed attraversata da vicoli stretti che si congiungono nella piccola piazza. La chiesa pievana è dedicata ai SS. Pietro e Paolo ed è ricca di altari in pietra serena. Sempre in pietra serena in un unico blocco sono il fonte battesimale ed il pulpito. In questo territorio si trova la zona di produzione del Fagiolo di Sorana che, come tutte le cose rare, ha suscitato e suscita tutt’oggi la curiosità dei gourmet più attenti, che per gustarne un minuscolo piatto sono capaci di tutto. È la sua polpa soffice ed eterea ad incantare, assieme al suo gusto deciso ed elegante allo stesso tempo. Il motivo principale di queste caratteristiche è dato dallo straordinario microclima della zona di provenienza: un territorio arrampicato sulle colline di Pescia che, complice la pioggia ed un clima mitigato dai venti di scirocco rappresenta l’habitat ideale per la coltivazione del fagiolo. Bellissimo anche da un punto di vista paesaggistico, il comprensorio dove nasce il celebrato legume misura poco più di dieci ettari, ed è curato con estrema devozione e passione.
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SORANA
Sorana è un piccolo borgo di origine medievale e fa parte delle dieci Castella che costituiscono “La Svizzera Pesciatina”.
L’antico borgo, adagiato sulle pendici del Monte Petritulo, prende il nome dalla rocca, della quale rimangono oggi soltanto alcuni resti, una volta indicata come “sovrana” nelle relazioni dei commissari fiorentini. La pianta del castello è di forma circolare ed attraversata da vicoli stretti che si congiungono nella piccola piazza. La chiesa pievana è dedicata ai SS. Pietro e Paolo ed è ricca di altari in pietra serena. Sempre in pietra serena in un unico blocco sono il fonte battesimale ed il pulpito. In questo territorio si trova la zona di produzione del Fagiolo di Sorana che, come tutte le cose rare, ha suscitato e suscita tutt’oggi la curiosità dei gourmet più attenti, che per gustarne un minuscolo piatto sono capaci di tutto. È la sua polpa soffice ed eterea ad incantare, assieme al suo gusto deciso ed elegante allo stesso tempo. Il motivo principale di queste caratteristiche è dato dallo straordinario microclima della zona di provenienza: un territorio arrampicato sulle colline di Pescia che, complice la pioggia ed un clima mitigato dai venti di scirocco rappresenta l’habitat ideale per la coltivazione del fagiolo. Bellissimo anche da un punto di vista paesaggistico, il comprensorio dove nasce il celebrato legume misura poco più di dieci ettari, ed è curato con estrema devozione e passione.
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